Nel mondo aziendale di oggi, guardare alla formazione solo come a una spesa è un errore. Si tratta, in realtà, di un investimento critico che alimenta la crescita e la competitività dell’intera organizzazione. In un contesto economico dove ogni risorsa deve essere impiegata al meglio, però, non è sufficiente offrire dei bei percorsi formativi, è necessario andare oltre. L’erogazione dei corsi va affiancata dalla misurazione precisa dell’impatto reale che questi generano sul business e sulle performance delle persone. Ciò significa monitorare i KPI per la formazione aziendale. Questo, senza un robusto approccio analitico, non è possibile.
Non è automatico che lanciare una Corporate Academy o adottare una nuova soluzione e-learning si traduca in successo immediato. La chiave per fare la vera differenza sta nell’individuare e monitorare con estrema attenzione i giusti KPI della formazione aziendale (Key Performance Indicators). Questi indicatori non devono limitarsi a fare un semplice check sull’attività svolta; il loro scopo principale è valutare l’efficacia didattica e, soprattutto, il ritorno economico dell’investimento (ROI della formazione). Un simile sistema di valutazione costante è l’elemento che separa nettamente un banale catalogo di corsi da una strategia di apprendimento aziendale matura e focalizzata sui risultati concreti. Solo grazie a un’analisi attenta e continua di queste metriche decisive possiamo prendere decisioni informate, affinare i percorsi offerti e garantire che l’intera proposta formativa resti sempre in linea con gli obiettivi strategici generali dell’impresa.
Metriche di erogazione e tasso di completamento: la base di partenza per l’efficacia

Esistono delle metriche basiche imprescindibili per ogni attività di formazione:
- Tasso di completamento corsi (completion rate): questo è il KPI essenziale. Indica la percentuale di persone che hanno portato a termine un percorso formativo rispetto a quelle che lo avevano avviato. Se i tassi di completamento sono alti, significa che il percorso piace. Vuol dire che i contenuti sono percepiti come utili e che l’esperienza utente è fluida e si riesce a gestire lo studio senza stress. Al contrario, se il tasso scende, c’è qualcosa che non va, potrebbe essere colpa di un basso engagement, di argomenti noiosi o, magari, di una difficoltà eccessiva.
- Tempo medio di fruizione (average time spent): misurare quanto tempo impiegano effettivamente i partecipanti a completare i moduli e-learning o i singoli learning object è fondamentale. Se il tempo medio risulta molto inferiore a quello previsto, è probabile che ci sia stata una fruizione superficiale. Se, invece, è troppo lungo, il contenuto potrebbe essere poco snello o poco chiaro.
- Tasso di abbandono (drop-out rate): mostra il punto preciso in cui l’utente abbandona la formazione. Analizzando questo dato, possiamo capire quali sono gli argomenti meno efficaci o più ostici che hanno bisogno di essere rivisti o riscritti.
- Frequenza di accesso e login: ci mostra con quale regolarità gli utenti interagiscono con la piattaforma. Una frequenza costante suggerisce che la formazione è integrata nelle loro abitudini lavorative e non viene vista come un evento sporadico.
Queste metriche sono la base irrinunciabile, ma rappresentano solo il primo gradino dell’analisi. Per avere un quadro più completo e approfondito, bisogna necessariamente indagare il coinvolgimento effettivo e l’acquisizione reale delle competenze.
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Metriche di engagement e apprendimento: misurare il coinvolgimento reale
L’efficacia di qualsiasi piano formativo è legata a doppio filo con il livello di coinvolgimento dei partecipanti: un utente che si sente coinvolto impara meglio, assimila di più e ha maggiori possibilità di applicare le nuove conoscenze.
- Metriche engagement: questi indicatori vanno oltre la semplice frequenza e si concentrano sull’interazione attiva. Includono la partecipazione a forum e discussioni, il numero di interazioni con quiz e simulazioni, il completamento di esercizi pratici e l’uso delle funzionalità di gamification (punti, badge, classifiche). Un alto indice di interattività e gamification dimostra che il contenuto è stimolante e non passivo.
- Punteggio mediano nei test e valutazioni: questo KPI misura l’incremento di conoscenza e l’acquisizione delle competenze teoriche. Il confronto tra un test di valutazione iniziale e quello finale è fondamentale per l’analisi dell’efficacia della formazione a livello cognitivo.
- Gap di competenze colmati (skills gap closure): questo è forse l’indicatore più orientato all’obiettivo strategico. Misura la riduzione dello scarto tra le competenze richieste per un ruolo specifico e quelle effettivamente possedute dall’utente dopo la formazione. La definizione chiara delle competenze da acquisire prima dell’inizio del corso è un requisito indispensabile per poterlo misurare con precisione.
- Tasso di apprendimento raggiunto (mastery score): in base al modello di apprendimento, questo KPI quantifica quanti partecipanti hanno raggiunto un livello minimo di padronanza del contenuto stabilito come obiettivo.
Queste metriche aiutano a rispondere a domande cruciali: la formazione è stata ben accolta? I partecipanti hanno effettivamente appreso i contenuti?
L’impatto sul business: ROI della formazione e performance post-formazione
Comprendere se una formazione è efficace per la propria azienda vuol dire rapportarne i dati con i KPI aziendali:
- Performance post-formazione: misurare l’applicazione pratica delle competenze acquisite nel contesto lavorativo. Gli indicatori possono variare ampiamente in base all’obiettivo del corso:
- Corsi di vendita: aumento del tasso di conversione o del valore medio delle transazioni.
- Corsi tecnici/operativi: riduzione degli errori, diminuzione dei tempi di inattività o miglioramento dell’efficienza dei processi.
- Corsi sul servizio clienti: riduzione dei tempi di risoluzione dei problemi.
- Tasso di retention (retention rate): un piano formativo ben fatto e personalizzato dimostra ai dipendenti che l’azienda investe su di loro e per loro. Questo rafforza il legame e, di conseguenza, fa calare il turnover volontario. Questo è un KPI fondamentale che ha un impatto economico notevole perché taglia alla radice i costi salatissimi di recruiting e onboarding.
- ROI della formazione (return on investment): il KPI definitivo. Si calcola confrontando i costi totali della formazione (inclusi materiali, piattaforma, tempo del personale) con i benefici economici derivanti (aumento di produttività, riduzione degli errori, miglioramento delle vendite, ecc.). Sebbene sia complesso è l’unico dato che permette di dimostrare in modo inequivocabile al management il ritorno dell’investimento generato dalla Corporate Academy. La capacità di correlare le metriche di engagement e apprendimento ai risultati di business è il cardine per giustificare ulteriori investimenti.
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Learning Objects: utilizzare KPI per la formazione aziendale
Trasformare i dati grezzi in informazioni strategiche richiede una piattaforma e-learning che sia intrinsecamente orientata all’analisi. Il prodotto Learning Objects è stato progettato proprio per fornire ai professionisti HR e della formazione gli strumenti necessari per andare oltre il semplice tracciamento.
Learning Objects non si limita a registrare l’accesso e il completamento dei moduli, ma sfrutta la natura modulare del suo approccio per offrire una reportistica di dettaglio e personalizzabile.
Una piattaforma e-learning all’avanguardia deve essere la centrale operativa non solo per l’erogazione, ma soprattutto per la misurazione e il miglioramento continuo della strategia formativa. Qltech offre i migliori strumenti per garantire il successo di ogni corporate academy che voglia ottenere il meglio dal proprio investimento.
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